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Industria 5.0: alle porte di un nuovo cambiamento

Fin dalla prima rivoluzione industriale, l’industria è il motore della prosperità europea: lo sviluppo industriale infatti ha avuto un impatto enorme sulla società, forse più di qualsiasi altro settore dell’attività umana. Nonostante ciò i responsabili politici e le autorità di regolamentazione hanno dovuto negli anni mitigare le conseguenze negative, assicurandosi che il maggior numero possibile di cittadini potesse partecipare ai suoi benefici. Per assicurarsi il suo ruolo chiave nel portare prosperità all’Europa, essa deve adattarsi continuamente al contesto sociale ed economico in cui opera e deve affrontare sfide in continua evoluzione. Questo adattamento è possibile solo attraverso un’innovazione costante. L’industria, infatti, ha bisogno di innovarsi continuamente per rimanere competitiva e per rimanere al passo con i cambiamenti esterni – economici, sociali e tecnologici – che investono anche i confini di questo settore. 

L’innovazione industriale, negli ultimi anni, non ha mostrato segni di rallentamento: se ci pensiamo, solamente un decennio fa, si iniziava a parlare di Industria 4.0 e rivoluzione informatica, ed oggi siamo alle porte di un nuovo cambiamento: la quinta rivoluzione industriale

Quando parliamo di Industria 4.0, ci riferiamo alla digitalizzazione, all’automatizzazione e all’interconnessione dei processi produttivi. Essa descrive, dunque, il modo in cui l’industria utilizza ed utilizzerà sempre di più la tecnologia per affrontare al meglio un mondo e un’economia in evoluzione. Alla base dell’Industria 4.0 c’è sicuramente l’avvento di internet, che combinato allo sviluppo di nuove tecnologie avanzate, in particolare nei settori dell’ICT, AI e robotica, ha profondamente trasformato la società in cui viviamo, così come i processi industriali che la caratterizzano. Tuttavia, l’Industria 4.0 porta con sé un grosso rischio legato a ciò che sembrava essere il futuro: una digitalizzazione completa che potrebbe sostituire la forza lavoro umana con le macchine.

Ma è davvero questo che ci aspetta con l’avvento dell’industria 5.0?

In realtà le previsioni future sembrano andare in una direzione diversa. ​​Mentre l’industria 4.0 riguarda il collegamento tra l’automazione e la digitalizzazione, con Industria 5.0 si intende una collaborazione tra uomini e macchine. Più che una sostituzione del lavoro umano, ciò che pare essere più probabile è lo sviluppo della cosiddetta Super Smart Society, governata dalla cooperazione intelligente tra esseri umani e macchine: la differenziazione e la personalizzazione del prodotto, infatti, non possono fare a meno della guida della mente umana. Lo scopo dell’Industria 5.0 è proprio quello di sfruttare le capacità delle macchine su un piano quantitativo, mantenendo volumi di produzione molto elevati, e allo stesso modo, grazie alla collaborazione con gli esseri umani, rendere tale produzione qualitativamente migliore. In breve, l’Industria 5.0 è definibile come la “reintroduzione dell’uomo e della mente umana nella struttura industriale”. Qui uomini e macchine si riconciliano e collaborano per beneficiare di nuove efficienze di produzione. 

In particolare, oltre ai robot, i protagonisti dell’Industria 5.0 saranno i cobot o robot collaborativi. I cobot, a differenza dei robot attualmente utilizzati nei cicli di produzione, sono robot programmati per collaborare con gli esseri umani in spazi di lavoro condivisi, in grado di osservare, imparare ed eseguire lavori allo stesso modo degli umani.

L’avvento dell’industria 5.0 pare, dunque, essere inevitabile. Con l’evoluzione della tecnologia non c’è modo di tornare indietro anzi, si andrà sempre più avanti e più velocemente. Per questo, è importante focalizzarsi sull’implementazione di cambiamenti e preparare sia i luoghi di lavoro che la forza lavoro a tutto questo, per una proficua collaborazione.

Caterina Di Francesco

Bibliografia

European Commission, Directorate-General for Research and Innovation, Breque, M., De Nul, L., Petridis, A., Industry 5.0 : towards a sustainable, human-centric and resilient European industry, Publications Office, 2021.

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