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Come il design influenza il benessere lavorativo

La psicologia ambientale è la disciplina che studia la relazione tra gli individui e l’ambiente, sia naturale che urbano, focalizzandosi sull’influenza dell’ecosistema sull’esperienza umana, ma anche su quella delle persone sull’ambiente, al fine di identificare la migliore soluzione per i problemi quotidiani. La psicologia ambientale, dunque, cerca di comprendere come lo spazio possa influire sul comportamento dell’essere umano e in che modo lo condiziona al fine di rendere il rapporto individuo-ambiente più armonioso. 
Tale disciplina adotta un approccio human-centered e aiuta a progettare ambienti che promuovono soddisfazione, benessere e qualità della vita, anche all’interno di un ambiente lavorativo.
Il lavoro è uno degli aspetti fondamentali che caratterizzano la vita di una persona, poiché occupa gran parte della giornata, è quindi importante l’ambiente nel quale si svolge. Infatti, è stato dimostrato che gli stimoli di natura fisica e sociale dell’ufficio condizionano la performance e il benessere dei lavoratori.

Alcuni esempi di psicologia ambientale applicata sono il design sociale, il design biofilico e il design evidence-based, vediamoli nel dettaglio. 
 


Il design sociale si distingue da quello tradizionale per l’attenzione all’essere umano e ai suoi bisogni nel momento in cui si progetta la creazione di un nuovo ufficio. I progettisti del design sociale studiano gli atteggiamenti e i comportamenti dei dipendenti che lo occuperanno. Vengono condotte delle interviste in modo da approfondire i bisogni e le necessità dei lavoratori, chiedendo, ad esempio, quanto tempo pensano di trascorrere nelle diverse zone dell’ufficio e se ritengono che vi sia qualche requisito che l’edificio deve necessariamente possedere. 
In questo modo la suddivisione degli spazi, il modo in cui vengono disposti gli elementi d’arredo e quelli decorativi, consolidano il senso di appartenenza dei dipendenti e influenzano i loro comportamenti in termini di coinvolgimento e produttività.

Il design biofilico tiene conto dell’ipotesi di biofilia secondo la quale esisterebbe, per gli esseri umani, l’innata tendenza ad avvicinarsi alla natura e agli elementi naturali. Si è visto che integrare elementi naturali all’ambiente lavorativo apporta benefici al benessere e al comportamento degli occupanti. Ad esempio, alcune ricerche dimostrano che la distanza con un ambiente naturale possa portare a uno stress a lungo termine e a sentimenti negativi nei confronti dell’ambiente stesso.
Il design biofilico non si limita alla semplice introduzione di piante ma consiste in una serie di interventi che prevedono l’utilizzo di materiali, colori e altri elementi naturali (come suoni o profumi) che stimolino i sensi. Ad esempio, è stato dimostrato che la presenza di ampie finestre o vetrate che massimizzano la luce naturale e una migliore ventilazione migliorino la salute e il benessere dei dipendenti, nonché le performance e la creatività. Questi elementi assicurano anche una migliore qualità del sonno e rendono le persone più attive di quelle che passano le proprie giornate in stanze buie. Allo stesso tempo, una buona illuminazione naturale riduce il fabbisogno e lo spreco di illuminazione artificiale.

Anche le piante assumono un ruolo centrale: infatti, la creazione di aree green negli interni aumenta il buonumore dei dipendenti portando enormi benefici in termini di benessere. I risultati di numerosi studi in questo campo mostrano come gli uffici “green” riducano l’assenteismo del 20%, rafforzino il senso di appartenenza, incrementino l’attrazione dei talenti e l’employee retention. 
Un esempio sono l’Apple Park a Cupertino e la sede di Amazon a Seattle che fanno della natura l’elemento principale. 
 

Altri consigli provengono dal design evidence-based che, partendo da ricerche sul benessere individuale, tenta di gestire una serie di caratteristiche dell’ambiente in modo da renderlo quanto meglio vivibile.
Questo approccio tiene in considerazione alcune caratteristiche, come ad esempio l’acustica: il rumore è una fonte di malessere e ostacola la concentrazione. Un’ubicazione isolata dai rumori del traffico della città sarebbe ottimale. 

Negli ambienti di lavoro anche il colore vuole la sua parte: dovrebbe essere scelto tenendo a mente il suo significato culturale, ma soprattutto in base al tipo di attività da svolgere. Ad esempio i colori dell’ufficio possono influenzare la produttività e l’umore dei dipendenti poiché hanno un forte impatto sull’armonia psichica ed emotiva, e la cromoterapia ne è la conferma. Con un uso consapevole dei colori è infatti possibile realizzare un ambiente di lavoro accogliente e rilassante, capace di stimolare la creatività.

Nella scelta dei colori da utilizzare è interessante notare come quelli caldi abbiano la capacità di aumentare la pressione sanguigna, dando una carica di energia e vitalità. Stimolano sensazioni positive e accoglienti come l’allegria e la felicità e incoraggiano la creatività e la produttività del lavoratore.

I colori freddi, al contrario, agiscono sulla respirazione e trasmettono una sensazione di calma e tranquillità. In particolare, il Verde trasmette equilibrio, armonia, calma e stimola l’efficienza allo stesso tempo. Il Turchese è il colore della comunicazione creativa e di massa. Aiuta a calmare ed è ottimo per mettere a proprio agio le persone. Il Blu simboleggia fiducia, costanza e intelletto.
La predisposizione di spazi relax, in cui i dipendenti possono rilassarsi e distrarsi per pochi minuti dal lavoro, può aumentare il benessere fisico e mentale e migliorare il rapporto con i propri colleghi, stimolando in questo modo anche un miglior lavoro di squadra e migliori performance. È quindi molto importante che la sala relax rispecchi alcune caratteristiche ben precise e finalizzate agli obiettivi appena trattati, come ad esempio la presenza di un angolo caffè, di divani e poltrone in cui rilassarsi. 
 

Tradizionalmente, la configurazione spaziale dell’ufficio è sempre stata associata ai livelli gerarchici dell’organizzazione: chi occupa posizioni più elevate lavora in ambienti più spaziosi e accessoriati con arredi più rifiniti e risorse migliori. Oggi questa tendenza sta scomparendo lasciando il posto a spazi di lavoro che favoriscono l’interazione e il team work. 
Gli uffici di Google ne sono un esempio: ambienti suggestivi, alternativi ed eccentrici caratterizzati da aree comuni progettate secondo temi specifici. Salotti, sale riunioni informali, aree gioco interattive, ristoranti, bar, palestre e molti altri spazi attentamente studiati per favorire interazione, collaborazione e creatività. 
È ricorrente la presenza dei colori blu, rosso, giallo e verde del logo negli spazi, ma ogni sede ha una propria identità, rappresentata da un interior design che incarna la cultura e la storia del luogo in cui si trova. 
 

La disposizione degli uffici si configura come vero e proprio mezzo di comunicazione, in grado di facilitare l’interazione in alcuni casi e limitarla in altri, in cui è necessaria una condizione di privacy acustica o visiva.
 

In conclusione, si rende necessaria una progettazione in grado di porsi in una dimensione di ascolto dei bisogni, che monitori e tuteli con costanza lo stato di salute psico-fisico dei lavoratori, il rendimento, il livello di gradimento dell’ambiente e del lavoro svolto. L’integrazione tra il social design, il design biofilico ed evidence-based deve essere il presupposto fondamentale di interventi che favoriscano il benessere e migliorino la qualità della vita lavorativa delle persone.
 

Francesco Refoni e Chiara Lamanna

Bibliografia
Turnbull, R. (2021). Healthy, happy places – a more integrated approach to creating health and well-being through the built environment?. British Medical Bulletin.

Hedge, A. (1982). The open-plan office: A systematic investigation of employee reactions to their work environment. Environment and Behavior, 14(5), 519-542.

Costa, M. (2016). Psicologia ambientale e architettonica. Come l’ambiente e l’architettura influenzano la mente e il comportamento. Franco Angeli.

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