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Comunicazione: lo stretto legame tra verbale e non verbale

Comunicare efficacemente è fondamentale in ogni tipo di contesto che sia formale o informale: dal lavoro alla famiglia, dalla scuola agli amici… ma cosa significa comunicare?

Comunicare vuol dire mettere in comune tra due o più persone, esperienze, informazioni, pensieri ed emozioni. Non solo ciò che si dice ma anche ciò che si fa e come ci si comporta possono influenzare l’efficacia stessa del messaggio da trasmettere. L’assunto di base da cui partire è che non si può non comunicare, perché, anche quando si è in silenzio, si sta comunicando!

La comunicazione infatti avviene su tre livelli: 

  • comunicazione verbale: è il livello di cui si è più consapevoli, perché si tratta delle parole utilizzate (nel parlato o nello scritto). Scegliere con cura le giuste parole da dire permette di adattarsi al proprio interlocutore, sia per costruire un discorso in modo chiaro e comprensibile, sia per persuadere e/o destare interesse e curiosità;
  • comunicazione paraverbale: si tratta di un livello di cui si è ancora consapevoli, ma in maniera minore rispetto al primo, perché utilizzato in maniera più naturale e meno programmato. In particolare, è il modo in cui si dice qualcosa, ovvero il tono, la velocità, il timbro e il volume della voce (nella comunicazione orale), così come la punteggiatura o la lunghezza dei periodi (nella comunicazione scritta);
  • comunicazione non verbale: è il livello di cui si è meno consapevoli perché si trasmette attraverso la postura, le espressioni, i movimenti, ma anche attraverso il modo di vestire. 

Per comunicare efficacemente e trasmettere il messaggio in modo chiaro questi tre livelli devono essere coerenti e allineati tra loro. Questo perché la comprensione della comunicazione è determinata solo per il 7% dal contenuto verbale, mentre il 55% del messaggio comunicativo è dedotto dal linguaggio non verbale (gesti, mimica facciale, postura) e il 38% dagli aspetti paraverbali (tono, ritmo, timbro della voce) (Mehrabian, 1972). Quindi, per rafforzare il messaggio che si vuole trasmettere è utile – e necessario – implementare azioni che siano incisive durante l’atto comunicativo, come per esempio usare un determinato tono di voce e una certa postura. 

Un altro aspetto decisivo per una comunicazione efficace è tenere in considerazione l’interlocutore. La comunicazione è un processo bidirezionale ed è quindi importante creare un dialogo, in cui il feedback del destinatario del messaggio è fondamentale per adattare la propria comunicazione. Sono queste le caratteristiche fondamentali del modello dialogico della comunicazione, che mette in evidenza come il soggetto non sia emittente e ricevente in momenti successivi, ma assume entrambi i ruoli simultaneamente all’interno di un contesto.

In base al contesto che costituisce lo sfondo della comunicazione, è utile adattare il proprio linguaggio: infatti, a seconda della situazione, della relazione e del momento storico, la stessa comunicazione può assumere un significato totalmente differente, prestandosi a diverse interpretazioni (per esempio, annuire con la testa per gli occidentali significa sì, mentre per gli orientali no; anche la percezione di un feedback negativo varia in base alla cultura: in quelle occidentali viene preferito più diretto, mentre, al contrario, in quelle orientali più indiretto).

In conclusione, la comunicazione è un processo complesso in cui entrano in gioco numerosi fattori e, oggi, è ancora più difficile trasmettere contenuti di valore semplici, chiari e immediati nel momento giusto e tramite i canali adeguati. Per comunicare al meglio è importante costruire un dialogo adattandosi all’altro ed essere consapevoli che nella comunicazione non intervengono soltanto le parole ma anche aspetti paraverbali e non verbali.

Valeria Serafini, Matteo Iarussi

Bibliografia

Mehrabian, A., (1972). Nonverbal communication. Routledge; 1° edizione (15 febbraio 2007)

Watzlawick, P., Beavin, J. H., & Jackson, D. D. (1971). Pragmatica della comunicazione umana. Astrolabio, Roma