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Promuovere la sostenibilità con lo smart working

L’emergenza pandemica ci ha portato necessariamente a ripensare le modalità lavorative, facendo sempre più ricorso al  al cosiddetto smart working. Nella sua vera natura si configura come una vera e propria filosofia manageriale caratterizzata dall’assegnazione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati. Si tratta, pertanto, di un utile strumento per consentire un miglior work-life balance e adottare un comportamento aziendale che sia improntato al concetto di sostenibilità organizzativa. Tuttavia, per garantire lo sviluppo ottimale di questa modalità di lavoro non bastano la velocità delle connessioni Internet o l’efficienza delle piattaforme utilizzate, ma sono indispensabili soluzioni organizzative in grado di trasformare il lavoro da remoto da soluzione emergenziale a scelta strategica consapevole e ponderata. In tutto questo, è ancora più interessante sottolineare come le aziende abbiano colto non soltanto l’importanza del tema della sostenibilità, ma anche i vantaggi e gli svantaggi che lo smart working comporta da un punto di vista individuale e organizzativo.

La sostenibilità organizzativa

Inizialmente, il termine sostenibilità è stato utilizzato in riferimento all’impatto del declino ambientale sulla salute umana e sulla crescita economica. Solo dal 1987, con il rapporto Brundtland, la sostenibilità è stata definita come “la soddisfazione dei bisogni del presente senza compromettere quelli delle generazioni future”; in quest’ottica un approccio sostenibile dovrebbe basarsi non solo sull’uso limitato delle risorse ma sulla rigenerazione delle stesse. Secondo il modello della Triple Bottom Line, elaborato dall’imprenditore britannico John Elkington nel 1994, essere aziende sostenibili significa adottare comportamenti responsabili da un punto di vista ambientale, economico e sociale:

  • Per sostenibilità ambientale si intende l’insieme di programmi e azioni da mettere in atto per mantenere in equilibrio l’ecosistema terrestre e le attività umane, con l’obiettivo di preservare le risorse del pianeta;
  • Per sostenibilità economica si intende la capacità di un’azienda di generare profitti nel tempo, ponendosi degli obiettivi e degli strumenti per raggiungerli;
  • La sostenibilità sociale, infine, fa riferimento ad azioni specifiche messe in atto dall’azienda che preservano e sviluppano il capitale umano e sociale della società in cui l’impresa opera per creare valore. 

Alla luce di queste considerazioni, per studiosi ed esperti è ormai chiaro che lo smart working e la sostenibilità sono due facce della stessa medaglia. Nello specifico, lo smart working può aiutare anche a migliorare la produttività e far raggiungere prima gli obiettivi di sostenibilità. La trasformazione digitale, infatti, sta creando sempre più ruoli che includono il lavoro da remoto e ottimizzando l’organizzazione del lavoro con conseguente miglioramento del work-life balance, grazie a una pianificazione flessibile delle ore lavorative.

In termini di sostenibilità ambientale, inoltre, lo smart working: 

  • diminuisce la necessità di pendolarismo, a volte addirittura eliminandola del tutto, comportando una riduzione delle emissioni di CO2 (circa 2.8 milioni di tonnellate) e del traffico (si stima circa un totale di 46 milioni di km evitati);
  • permette a chi lavora la possibilità di utilizzare i propri dispositivi personali, senza l’esigenza da parte dell’azienda di doverli acquistare e poi smaltirli; 
  • contribuisce a minimizzare il consumo di energia correlato ai tanti flussi di lavoro e alle transazioni della vita d’ufficio quotidiana.

Allo stesso tempo il lavoro da casa, a livello individuale e organizzativo, presenta delle criticità:

  • la percezione di un senso di isolamento, alienazione e preoccupazione a fronte della mancanza di interazioni frequenti e della distanza fisica: le persone, infatti, non hanno la possibilità di mantenere il contatto con i colleghi condividendo con loro preoccupazioni e problematiche;
  • la riduzione dell’apprendimento di cui godono le persone quando si trovano nello stesso posto di lavoro, a causa dell’elevato utilizzo dei dispositivi digitali; 
  • la difficoltà a separare i tempi del lavoro da quelli della vita privata e a mantenere un corretto work-life balance;
  • l’insufficienza delle competenze digitali, che portano ad un peggioramento della performance, della motivazione e della soddisfazione lavorativa.

Inoltre, bisogna considerare che l’adozione di questa modalità di lavoro comporta la presa in carico, da parte del lavoratore, di diverse spese (ad esempio, il costo della connessione Internet utilizzata, della corrente elettrica, dei dispositivi lavorativi), e la responsabilità su alcune scelte di sostenibilità. Sarebbe opportuno che i lavoratori adottino un comportamento green e riducano il proprio impatto ambientale anche in smart working. Ad esempio, potrebbero cercare di sfruttare al massimo la luce naturale, usare in maniera responsabile il livello del condizionatore o del riscaldamento, oppure spegnere i dispositivi quando non vengono utilizzati e staccare le spine (specialmente quelle dei caricatori per i cellulari).

Questi piccoli accorgimenti possono evitare consumi inutili e garantire anche una diminuzione dei costi sul singolo lavoratore.

In conclusione, lo smart working rappresenta una grande opportunità per i lavoratori e le aziende, oltre che uno strumento del tutto coerente con una maniera nuova e consapevole di stare in azienda. Nello specifico, si è rivelato utile ed efficace in alcune circostanze (si pensi, ad esempio, alla situazione di emergenza sanitaria che abbiamo recentemente affrontato); tuttavia, per far fronte ai suoi rischi è opportuno non abusarne, ma cercare di adottare una modalità di lavoro ibrida confacente alle esigenze dei propri lavoratori. In questo modo si potranno sfruttare a pieno tutti i vantaggi dello smart working a livello individuale, organizzativo e ambientale.

Beatrice Daglio, Elena Facchini

Bibliografia:

Costa, G., Gianecchini, M. (2020). Risorse umane: persone, relazioni e valore. McGraw-Hill Education

Rapacciuolo A. (2020). Smart-working come creare un modello innovativo e sostenibile di gestione delle risorse, Ipsoa

Vota, V. (2021). Come lo smart working può aiutare la sostenibilità?. Smart Workers Union